Quest’oggi mi sono tolto una piccola grande soddisfazione: sono entrato infatti in possesso di una spilla del Partito Socialista (due per la precisione, ma una è riservata a un Compagno). Stavo tornando a casa dopo un’estenuante (…) giornata di studio quand’ecco che nell’acqua si compone mirabile visione: la sagoma del tir dei socialisti. Slogan quanto mai azzeccato: “soffia il vento socialista… “Porca troia! C’era una buriana che portava via i cappelli dei Compagni meno giovani…
Mi avvicino con circospezione, perdendo il pulman delle 17,25, e ascolto per circa un quarto d’ora parlare i candidati freschi e giovani, carpendo quà e là stralci di conversazioni tra socialisti d’annata, mancano soltanto le etichette con la certificazione d’origine controllata e protetta. Mi sento un po’ solo, lì tutti si conoscono e non sembrano così aperti alle novità. Mi piace pensare che il Partito Socialista non sia solo questo, non sia solo applausi vacui e cenni d’assenso poco sentiti.
Tuttavia, non perdo l’entusiasmo e il comizio finisce, lasciando spazio alle note dell’Internazionale Socialista e di Elisa (ma che c’entra? pessima scelta) che si dipanano tra la cinquantina di presenti (età media, per la cronaca, 45 anni). A questo punto delle simpatiche attiviste distribuiscono la merenda socialista: formaggi tipici, capocollo, salame e altri prodotti locali. Peccato non ci fosse la porchetta! E il vino dove lo mettiamo? E il tartufo? Beh, quello magari dopo le elezioni (e non per tutti)…
Ma ero lì per compiere una missione, e dovevo portarla a termine: ottenere la spilla con la rosa! Mi guardo un po’ intorno, mentre la massa comincia a disperdersi: la spilla ce l’hanno “quelli seri”, sui risvolti della giacca, e nessun altro. Chiedo un po’ in giro ai simpatizzanti: “De volantini è pieno, ma le spille non ce stanno”. Secondo tentativo: avvicino un signore che si sta appuntando la spilla con gli occhi lucidi di orgoglio: “Dove l’ha presa la spilla, amico?” “Questa di qui me l’ha data la mi fija, non ce ne stanno altre”. Lo guardo bene per accertarmi di non averlo scambiato per un bambino, e invece è proprio un pensionato. E vabè.
Sto per andarmene sconsolato a prendere il bus delle 17,45, quando la mia attenzione viene rapita da due signori, che discorrono in disparte, ma, cosa più importante, hanno entrambi una spilla.
<<Scusate, avete per caso una spilla per me?>> Un sorriso, e ho intuito di aver fatto centro. Vedo uno dei due sfilarsi la spilla e passarmela. Anche l’altro lo segue. Wow, da 0 a 2 spille in 5 secondi.
<<Ora abbiamo una spilla per te.>>
Grazie Compagni.
Soddisfatto, mi allontano dal truck per andare a casa. Ma Enrico, dov’era?






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